lunedì 28 gennaio 2008

UN ANNO DI GLOKERS

Un anno di Glockers
Il mercato
globale visto
con gli occhi
di chi lavora
Fabio Sebastiani
Un anno di Glokers. Sinceramente pensavamo fosse passato più tempo. Questa impresa ci è costata molta dedizione, e tanta fatica. Ci ha dato anche molte soddisfazioni, certo. Oggi ne approfittiamo per un momento di riflessione. Un anno fa abbiamo cominciato con il dedicare una intera pagina al nuovo sindacato americano. Uno sguardo "oltreoceano" che non abbiamo mai abbandonato. Togliersi la curiosità di indagare la "globalizzazione" dal punto di vista degli "ultimi", di quelli che ne sentono sempre parlare ma che non ne sono mai protagonisti, e la subiscono, è una impresa non facile. Internet non è, in questo campo, la panacea che si possa pensare.
Volevamo appunto raccontare il lavoratore senza latitudini, le sue lotte e le sue speranze senza fidarci troppo della narrazione di chi sbandiera l'economia senza frontiere come l'opportunità del nuovo secolo.Volevamo analizzare anche i cambiamenti del mondo sindacale, le evoluzioni delle sigle che rappresentano i lavoratori di ogni latitudine, i diritti repressi, le libertà negate. Volevamo indagare come il sindacato si ri-organizza a livello globale, come stia rispondendo, e con quali tempi, alle sfide della globalizzazione. Di questa globalizzazione, che sembra in realtà un ponte tibetano, una passerella sospesa tra due rive che somigliano sempre più non al presente e al passato ma, per i lavoratori, al "male" e al "peggio". Una figura, quella del lavoratore, che sempre più spesso si assottiglia schiacciata dal peso della corsa al profitto e alle nuove opportunità del libero mercato.
Dopo un anno il gloker continua ad essere un'ipotesi di lavoro, senza la pretesa di scoprire nuovi confini. La nostra pagina settimanale ha solo una piccola presunzione: contribuire a creare il contesto informativo giusto alle lotte nel nostro pezzo di mondo. Subire meno globalizzazione vuol dire anche viverla come un fatto concreto, essere informati su quello che accade e poter fare confronti. Se da una parte è vero che la costruzione di un orizzonte sindacale più ampio di quello delle singole nazioni sta scontando ritardi paurosi, dall'altro la globalizzazione degli "ultimi" continua a tessere i mille fili della solidarietà.
Ai lettori di Glokers chiediamo non solo interessamento ma coinvolgimento e partecipazione. Una delle qualità della rete è proprio la capacità di abbattere confini, a partire da quello tra redattori e lettori.

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